I CARRI DEI RIONI: Porta Murata

ASPETTANDO LA MAGGIOLATA: I CARRI DEI RIONI

TUTTA LA MAGIA DI CAROSELLO NELLA PROPOSTA DI PORTA MURATA

Non è solamente una operazione nostalgia il carro preparato quest’anno dal Rione Porta Murata in occasione della Maggiolata edizione n. 81, incentrata sul tema di Carosello.
Il cantiere rosso blu, a conferma di un alto profilo creativo, intende offrire una vera e propria carrellata dei numerosi must del celebre format televisivo. Da questo punto di vista il carro proposto denota una lettura molto accurata dei tanti messaggi lanciati nel corso degli anni da “Carosello”, andando a recuperare situazioni e personaggi entrati di fatto nella mente e nel cuore di intere generazioni.
Veri e propri tormentoni, si direbbe.
In realtà, questo carro interpreta e sublima figure epiche della amatissima trasmissione ridefinendone non solo le ben note sagome ma rivalutandone il senso e la dimensione quasi surreale. Come se si trattasse di applicare ad ognuno dei personaggi qui rappresentati quei valori di autentici presìdi di una felice memoria da conservare e proteggere.
E’ da questo semplice ragionamento che vogliamo partire per verificare la bontà di un progetto – quello di Porta Murata – che pone l’accento sulla stessa natura pedagogica di Carosello e dei suoi innumerevoli spot. Pare davvero una sorta di romanzo di formazione, tradotto in una serie di moduli costruttivi in certi casi molto arditi (soprattutto per quanto attiene la componente ingegneristica).
Il carro rosso blu, a dire il vero, sembra raccontare la meravigliosa fiaba di Carosello, magari in una versione 2.0. Senza scadere in facili soluzioni scenografiche, qui si è puntato ad una rielaborazione critica dei tanti soggetti che hanno popolato la nostra fantasia durante gli anni della giovinezza. Con una avvertenza, però, che vale come segno dell’alta qualità complessiva del prodotto finito: il carro ha una sua strutturazione pluridmensionale! Si evidenziano infatti differenti scansioni nell’andamento del carro. In ognuna di esse si è voluto ripercorrere i momenti salienti di Carosello attraverso la rappresentazione di personaggi diventati famosi.
La presenza, nella parte anteriore del carro, della celebre La Linea, il personaggio protagonista di un cartone animato ideato da Osvaldo Cavandoli è una testimonianza di questo nobile tentativo di rilettura di Carosello. Il cartone animato – lo ricordiamo soprattutto a beneficio dei più giovani – è costituito da un omino che percorre una linea virtualmente infinita e di cui è anch’esso parte integrante. Il personaggio incontra nel suo cammino numerosi ostacoli e spesso si rivolge al disegnatore (in un grammelot incomprensibile) affinché gli disegni la soluzione ai suoi problemi. Siamo di fronte ad una rivisitazione elegante di uno dei più raffinati spot realizzati in Italia. E la struttura metallica molto agile, capace di movimenti oscillatori, rende l’idea della sapienza stilistica di questo lavoro di recupero fatto dall’intero cantiere.
Il carro, d’altra parte, è una vera e propria continua animazione, ulteriormente rafforzata dalla presenza di figure umane che sintetizzano molto opportunamente il valore della trasmissione Carosello e il favore che incontrò nelle case degli italiani. Il nucleo familiare che guarda il televisore (rigorosamente in bianco e nero…) conferma questa idea di appartenenza al sogno collettivo di una intera nazione.
Il pianale ovviamente è ricco di ulteriori spunti, rappresentati da altrettante figure epiche di Carosello. Il formaggino su cui siede la mitica Susanna, ovvero la pubblicità dei biscotti Talmone di cui resta nelle nostre orecchie il classico tormentone “Miguel son mi” e l’ineffabile Dlin Dlin.
Il centro della scena è occupato naturalmente dal personaggio principale, il mitico Jo Condor. Nella sua straordinaria riproposizione possiamo dunque ammirare Jo Condor (un avvoltoio vestito da militare, con un mirino sulla punta del becco), che insieme al fedele Secondor, disturba la vita della Valle Felice, distruggendo cose amate da tutti gli abitanti. Le movenze di Jo Condor e del suo compare Secondor, strepitose figure nate dall’inesauribile vena creativa di Romano Bertola, danno un’ulteriore idea di recupero dello spazio che conferisce al carro rosso blu un valore aggiunto molto alto.
Il tendone finale è poi un omaggio doveroso, ancorché pienamente riuscito, alla fortunata trasmissione televisiva e sembra, nella sua esatta collocazione terminale, quasi presagire il celebre motto” Dopo Carosello… tutti a nanna!.
Infine, come tende a sottolineare Matteo Esposito Vivino, che ha curato il progetto, si è voluto sfruttare ogni angolo del carro riproducendo anche ai lati immagini significative tratte dal format.
Il fabbisogno di garofani ed altre essenze si aggira su un numero che non ha bisogno di altri commenti: 17.000 fiori!
Il Presidente Davide Rencinai sintetizza quindi con sufficiente attendibilità lo sforzo dell’intero Rione rosso blu e certifica la fiduciosa attesa del suo popolo di un risultato finalmente favorevole.

Guido Perugini