Rione Porta Murata

LA SERENATA DI PORTA MURATA
IN ONORE DELLA MAGGIOLATA

Un carro sensoriale che stupisce per il suo poliedrico messaggio

Il Rione Porta Murata arriva all'appuntamento con la Maggiolata partendo da una idea che è frutto di una riflessione attenta sul valore per così dire strategico di questa Festa giunta alla sua ottantesima edizione.

Ci possono essere in effetti molteplici soluzioni per rendere omaggio ad una ricorrenza così prestigiosa.

La strade seguita dal Rione rosso blu è quella che privilegia in maniera inoppugnabile il legame strettissimo tra il Grande Evento, da sempre fondato su una vitalità straripante di chi vi partecipa e le varie modalità espressive che ne fanno una celebrazione assolutamente unica.

Si può dire peraltro che mai come in questa occasione il Rione Porta Murata ha inteso esprimere in forme compiute e con risultati realizzativi per niente scontati una idea tutt'altro che banale della Festa, partendo dall'assunto che in Essa si sviluppano e arrivano a declinarsi in misura pressoché perfetta stili, comportamenti, tonalità e presupposti che sono una sorta di unicum su cui gioca magistralmente il senso stesso della Maggiolata.

In realtà, rappresentare questa Festa riproponendo uno strumento musicale (il mandolino) in forme grandiose che rispettano con relativa fedeltà le condizioni prospettiche, è un esercizio molto ben riuscito di una serena descrizione dei valori della Maggiolata. Il linguaggio espressivo di questo carro trova dunque linfa da una serie di accorgimenti che finiscono per decretare all'intera opera una sua specifica peculiarità, un aspetto molto particolare ancorché ricco di elaborate raffinatezze. Si pensi alla presenza – dietro allo strumento musicale – di spighe di grano che oscillano e danno un senso compiuto di movimento che ha effetti visivi molto stimolanti. Una quinta scenica di notevole effetto, a dimostrazione di uno studio accurato delle stesse compatibilità di spazio di questo bel carro. E' davvero il caso di dire che il Rione Rosso Blu ha voluto esprimere in questa occasione tutto l'amore del proprio popolo per la Festa, assumendone in termini realizzativi la grande forza espressiva. Sotto questo aspetto si apprezza un uso sapiente della copertura floreale (ben 16000 garofani...), con la giusta predilezione per un cromatismo autentico, naturale che conferisce al carro una dimensione unica, un fascino sorprendente. Garofani, papaveri, anemoni, garofani, gerbere e tanto, tanto maggio: un trionfo di colori che ha una sorprendente carica emozionale.

Nella parte posteriore del carro, a sublimare quasi il legame straordinario con un evento che trova nel gioco dei colori e nella variegata scelta dei fiori, la riproposizione di un altro strumento così caro alla memoria della gente di Lucignano: il tamburello. La presenza di due ballerini impegnati nelle danze originali della Maggiolata, vestiti con i  vecchi costumi del Gruppo Folcloristico conferma appieno il desiderio di rivivere fasti e leggende di una vicenda festosa che, dopo 80 anni, conserva intatta la sua strepitosa vitalità. Non solo quindi un omaggio deferente all'anniversario della Maggiolata ma anche un accostamento altrettanto doveroso alla lunga storia del Gruppo Folcloristico Lucignanese, orgoglio e vanto della nostra cittadina, confermato dai virtuosismi di uno straordinario  suonatore di fisarmonica.

E' un carro dunque che riesce a trasmettere emozioni continue, senza ricorrere ad artifici più o meno coerenti. E il suo messaggio è fortemente intriso di sensazioni che rendono perfettamente l'idea di una Festa che esprime con assoluta credibilità una precisa identità culturale.

Ci piace infine rimarcare la cura quasi certosina della ricerca di figure umane da inserire in un contesto di straordinaria bellezza. La ragazza che è assisa nella parte alta del mandolino ricorda lo splendore della primavera, quasi un sogno realizzato di meraviglie botticelliane, nella sua eterea bellezza e nell'incanto dei fiori che ne adornano i capelli. Un senso di leggerezza pervade questa proposta del Rione Porta Murata, impegnato come non mai nell'opera di celebrazione della Maggiolata.

Matteo Esposito Vivino, il curatore del progetto di questo carro, ci ricorda l'impegno profuso dai vari cantieristi che per diversi mesi hanno provveduto a realizzzare un'idea così avvincente. Vogliamo citarli con affetto e gratitudine, come si conviene a dei veri e propri artisti: Vittorio Renzoni, Franco Becherini, Lorenzo Sicuranza, Giacomo Terziani, coordinati dal Capo Cantiere Santi Rencinai e dal Presidente del Rione, David Rencinai.

Guido Perugini

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